Territorio e ambiente

La provincia di Sondrio si trova nella parte settentrionale della Lombardia e confina con le provincie di Lecco e di Como a ovest, a sud con la provincia di Bergamo, a est con quella di Brescia. Sempre sul versante orientale, i territori confinanti sono quelli di Bolzano e, per un piccolo tratto, di Trento. A Nord, invece, Valtellina e Valchiavenna confinano con il Cantone dei Grigioni, con il quale esistono buoni rapporti di collaborazione per lo sviluppo dell’intera area transfrontaliera.

Per quanto riguarda la divisione territoriale sub-provinciale, il territorio è suddiviso amministrativamente in cinque Comunità Montane, cui corrispondono altrettanti mandamenti non sempre uniformi dal punto di vista morfologico, paesaggistico ed ambientale. Si tratta della Comunità Montana Valtellina di Sondrio, di Morbegno, di Tirano, dell’Alta Valtellina e della Valchiavenna.

Morfologia e corsi d’acqua

La morfologia è caratterizzata dalle Alpi e dalla presenza dei corsi dei fiumi Adda e Mera. Il primo, quarto fiume d’Italia per lunghezza (313 chilometri), scorre da nord-est a sud-ovest definendo, di fatto, il peculiare orientamento della Valtellina, mentre la Valchiavenna (la porzione di territorio più occidentale della provincia) è orientata da nord a sud lungo il corso del fiume Mera.

Le due catene montuose che delimitano la Valtellina si dispongono parallele l’una all’altra. Il sistema settentrionale, ovvero la catena Retica, separa la Valtellina dalla Svizzera e comprende montagne molto elevate e di rilevante valore naturalistico: Tambò (3.275 m)-Suretta (3.027 m), Badile (3.308 m)-Disgrazia (3.678 m), Bernina (4.021 m), Piazzi (3.439 m), Ortles (3.899 m) e Cevedale (3.874 m), con estesi ghiacciai.

La catena Orobica (sistema meridionale) è costituita da un susseguirsi di cime, allineate per oltre 50 km e con un’altitudine fra i 2.000 e i 3.000 metri. Dalle due catene, si diramano “a pettine” numerose valli laterali generalmente non comunicanti tra loro che presentano uno o più nuclei abitati in corrispondenza dei conoidi di deiezione.

Insediamenti

Ad eccezione dei centri urbani più popolosi, situati nello stretto fondovalle e lungo il fiume Adda (Bormio, Tirano, Sondrio, Morbegno) o il fiume Mera (Chiavenna), gli insediamenti si sviluppano sulle pendici dei due versanti.

Il versante retico e quello orobico sono caratterizzati da due differenti situazioni climatiche, che determinano due diversi paesaggi agricoli, rendendo di fatto possibile riscontrare in provincia di Sondrio un ambiente rurale molto vario.

Il versante retico

Il settore retico, grazie all’ottima esposizione solare, è particolarmente votato alla produzione enologica. Il vitigno più diffuso è il Nebbiolo, localmente denominato Chiavennasca. La vite è prevalentemente coltivata sui caratteristici terrazzamenti, che, dal fondovalle, grazie all’utilizzo di muretti a secco in pietra, risalgono il versante fino a circa 800 metri di altezza.

I vigneti terrazzati della Valtellina, che costituiscono una delle aree viticole di montagna più estese d’Europa, rappresentano un patrimonio materiale e immateriale pazientemente costruito nel corso dei secoli e uno degli elementi più conosciuti e apprezzati del paesaggio rurale della provincia di Sondrio.

Il versante orobico

Il versante Orobico è invece più freddo e piovoso ed è caratterizzato da boschi, un tempo dominati dalla coltura del castagno.
Su entrambi i versanti, a quote più elevate, il paesaggio rurale è caratterizzato dalla presenza di alpeggi, malghe e numerosissimi piccoli nuclei rurali.

Questi elementi del paesaggio hanno un immenso significato culturale e identitario, un importante valore economico e rappresentano un notevole patrimonio ambientale e naturalistico. L’alpeggio rappresenta un aspetto fondante dell’identità locale, un’eredità culturale che deve essere tutelata e valorizzata.

Gli alpeggi

Il sistema degli alpeggi costituisce un valore economico, perché consente la realizzazione di prodotti agroalimentari di elevata qualità e di ampliare e diversificare l’offerta turistica. L’agricoltura valtellinese è sempre stata il risultato dell’imporsi del lavoro dell’uomo su un ambiente, quello montano, ostile e vincolante.

Queste attività costituiscono un patrimonio di competenze immateriali e una ricchezza economica che devono essere tutelate e valorizzate, sia per la loro importanza economica, che per il loro ruolo di custode dell’equilibrio ambientale.